Proseguono le indagini relative al delitto di Federica Giacomini, verranno esaminate anche le corde e fil di ferro con cui la pornostar, originaria di Brescia, era stata legata ed infilata all’interno di una cassa ripescata martedì sul fondo del lago di Garda.
La 43enne, che era scomparsa da circa 5 mesi, potrebbe anche essere stata sedata o drogata prima dell’omicidio. Franco Mossoni, il compagno della donna – ora rinchiuso in una struttura psichiatrica a Reggio Emilia – è l’ unico indiziato dell’omicidio. Aveva noleggiato una barca a Castelletto di Brenzone (Verona), a quanto pare avrebbe finto di essere un biologo, chiedendo ad un noleggiatore una barca e del relativo conducente per depositare in mezzo al lago un presunto congegno di rilevazione, ma si presume fosse la bara con il cadavere della Giacomini. Il barcaiolo ingannato di avere a che fare con un vero biologo lo ha anche aiutato. Gli investigatori per fare la macabra scoperta sono partiti dai tabulati telefonici di Mossoni.



