I futuristi: “L’Emilia-Romagna scelga di investire nella vita, non sull’omicidio del malato”

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I futuristi: “L’Emilia-Romagna scelga di investire nella vita, non sull’omicidio del malato”

Futuro Nazionale esprime profonda preoccupazione per il percorso legislativo intrapreso dalla Regione Emilia-Romagna sull’omicidio del malato.

Una società davvero civile si misura dalla capacità di accompagnare, assistere e curare le persone più fragili, non dall’offrire loro una via d’uscita dalla sofferenza. Prima di disciplinare un omicidio del malato, la Regione avrebbe dovuto concentrare ogni sforzo sul potenziamento delle cure palliative, garantendo a tutti i cittadini un accesso reale e tempestivo a questo diritto sancito dalla legge 38 del 2010.

Lo stesso legislatore nazionale ha fissato come obiettivo il raggiungimento entro il 2028 della copertura del 90% del fabbisogno di cure palliative, proprio perché oggi tale traguardo è ancora lontano e persistono differenze territoriali e criticità nell’accesso ai servizi. Anche in Emilia-Romagna sono state presentate interrogazioni consiliari che chiedono conto dei dati sulla reale copertura del bisogno e delle eventuali liste d’attesa, segno che il problema è tutt’altro che risolto.

Le cure palliative non rappresentano un’alternativa terapeutica marginale: sono una presa in carico globale della persona, finalizzata ad alleviare il dolore, sostenere la famiglia, garantire dignità e qualità della vita fino al suo termine naturale. La stessa Regione riconosce da anni che questo è un obiettivo strategico della propria politica sanitaria.

La fragilità non chiede la morte: chiede vicinanza, assistenza, competenza medica e solidarietà.

Esiste inoltre un rischio culturale che non può essere sottovalutato. Quando l’omicidio del malato viene presentato come risposta istituzionale alla sofferenza, le persone più vulnerabili possono sentirsi un peso economico ed emotivo per la famiglia e per la società. Il messaggio, anche se implicito, rischia di diventare: “forse è meglio farsi da parte”. È una deriva che mina il principio fondamentale secondo cui ogni vita mantiene un valore intrinseco, indipendentemente dalla malattia, dalla disabilità o dalla perdita di autonomia.

La vera libertà del malato consiste nell’avere accanto una rete di cure efficaci, medici preparati, sostegno psicologico, assistenza domiciliare e hospice adeguatamente finanziati.

Per questo Futuro Nazionale rivolge un appello ai consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna affinché conducano una battaglia autenticamente a favore della vita. La Regione dia priorità al rafforzamento della rete delle cure palliative, all’assistenza domiciliare, agli hospice e al sostegno delle famiglie, anziché aprire nuove strade verso l’omicidio di un malato.

Una comunità si qualifica non per come accompagna i cittadini a morire, ma per come sa prendersi cura di loro fino all’ultimo istante della loro esistenza.

La vita di ciascuno è un bene per tutti e indisponibile all’arbitrio: anche nelle condizioni più fragili Futuro Nazionale considera ogni persona come sacra, da curare e accompagnare e mai da gettare via con un omicidio. La morte degli innocenti non deve mai essere procurata dalla mano dell’uomo. A qualsiasi condizione di fragilità rispondiamo con la cura, come ci hanno insegnato Ippocrate e, soprattutto, la civiltà cristiana.

Comitato Costituente Futuro Nazionale Parma

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