Si professavano di “destra sociale”… hanno votato contro il congedo parentale ai papà

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Si professavano di “destra sociale”… hanno votato contro il congedo parentale ai papà

Sarebbe stato un segno di civiltà verso la vera parità tra genitori maschi e genitori donna, l’istituzione del congedo parentale anche ai papà (cosiddetto congedo parentale paritario), una proposta di legge a prima firma Elly Schlein e sottoscritta anche dagli altri leader di opposizione, essa prevedeva cinque mesi di congedo obbligatorio anche per i padri in occasione della nascita dei figli. Purtroppo lo scorso febbraio la legge non è passata, la maggioranza ha detto no e i partiti di opposizione che se la sono visti bocciare nulla o poco hanno fatto per sollevare clamore rispetto ad un diniego così discriminatorio per gli uomini e dannoso anche per le donne alle quali, prima e dopo il parto, resta l’intera fatica della gestione del neonato non avendo i papà la stessa facoltà di assentarsi dal lavoro.

La maggioranza, che comprende anche soggetti che un tempo dichiaravano di essere della “destra sociale”, ha affossato la legge prima in commissione Bilancio e poi in aula alla Camera:

era previsto di coprire la misura con una spesa di 3 miliardi annui ma la Ragioneria dello Stato aveva stimato un costo più alto, almeno 3,7 miliardi per il 2026, a nulla è valsa la richiesta delle opposizioni di rinvio della discussione per rimodulare le coperture, i partiti di maggioranza hanno preferito dire no senza alcun margine di manovra.

Non c’era la volontà politica, la bocciatura della destra poco sociale è passata con 137 voti a favore, 117 contrari e 2 astenuti.

sp

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