
(di Salvatore Pizzo – dirigente sindacale) – La Lega in Emilia continua a spiazzare i suoi elettori: prima si presenta alle elezioni regionali con una candidatura “a perdere” sostenendo una candidata presidente di espressione ciellina la quale dopo la campagna elettorale non ha nemmeno liberato il seggio di consigliere, esso andrebbe al piacentino Rancan, segretario regionale del partito, che nonostante il suo successo personale in termini di preferenze a causa della sconfitta non è stato riconfermato nell’assise regionale, poi nonostante questo schiaffo la base leghista, lo scorso agosto, ha dovuto assistere al sostegno economico del ministero retto da Salvini proprio a favore del meeting di cielle che si è tenuto in quel di Rimini e ancor prima l’adesione, tuttora in atto, all’alleanza trasversale con tutti i partiti di qualsivoglia tendenza a sostegno della giunta provinciale di Piacenza presieduta da un’esponente di certo non vicina alle posizioni leghiste, contemporaneamente a questo pastrocchio al quale compartecipa allegramente anche Fratelli d’Italia, in quel di Pontenure, a pochi chilometri di distanza, attraverso i consiglieri comunali a loro collegati, seppur eletti in una lista civica di centro destra, hanno tolto il sostegno al sindaco di Giuseppe Carini:
in pratica in questa regione fraternizzano e sostengono un movimento politico-economico-confessionale che non solo li fa perdere ma gli toglie anche un consigliere regionale, si alleano con i loro avversari nel consiglio provinciale e nello stesso tempo sfiduciano un sindaco eletto anche da loro.
Oltre a tutto ciò va rilevato che nonostante il Ministero dell’Istruzione e del Merito in Emilia Romagna sia affidato ad un leghista, da queste parti gli esponenti della Lega nulla determinano in merito alle politiche che riguardano il comparto pubblico più numeroso.
Esattamente la politica della Lega in Emilia Romagna qual è?




