Nella “sinistra” italiana cresce la misandria

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Nella “sinistra” italiana cresce la misandria

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Ai tempi in cui la politica era schematicamente divisa in tre filoni “destra”, “centro” e “sinistra”, quanti si professavano di “sinistra” hanno sempre affermato di essere dalla parte dei deboli, una generalità alla quale oggi vanno ascritte anche due categorie che in altre epoche forse nemmeno esistevano:

i padri separati che in quanto tali costituiscono una specifica fascia di popolazione economicamente spesso assai disagiata e gli uomini vittime di violenza di genere che, per quanti possano essere meno delle donne che si trovano nella medesima situazione, pure sono cittadini che esistono e vanno tutelati, numerosi fatti di cronaca indicano un crescendo di questo altro dramma, spesso sfacciatamente censurato, dei nostri tempi.

Persone di sesso maschile fragili, anche loro vittime di una disparità di genere e poco tutelate, che in quanto tali dovrebbero essere care a chi oggi dice di ispirarsi a quella “sinistra” la quale nello scorso millennio professava di essere dalla parte dei deboli, nessuno si spiega perché gli attuali eredi di quell’area politica stanno voltando le spalle agli uomini ridotti alla povertà o alle vittime maschili di violenza di genere, anzi gli esponenti dell’attuale sinistra pare si sforzino di avere un atteggiamento respingente verso queste persone, spingendole a trovare una sorta di ascolto solo presso quei soggetti politici che oggi fanno parte della cosiddetta “destra”.

Uno sfacciato posizionamento “anti uomini maltrattati” che in questi ultimi mesi si è manifestato in maniera nettissima in tre distinte occasioni:

a Bologna la vice sindaca alle pari opportunità ha aspramente criticato manifesti di sensibilizzazione su questo problema affissi dalla Lega Uomini Vittime di Violenza e Genitori sottratti, lo scorso mese di marzo furono attaccati nella città felsinea dopo che la Regione ne aveva fatti affiggere varie tipologie ma solo relativi alla violenza subita dalle donne;

a Roma dopo che uno dei municipi in cui è divisa la capitale, il sesto, ha deciso di aprire uno dei rari sportelli per uomini maltrattati, il Pd per il tramite di una deputata ha fatto fuoco e fiamme criticando questa iniziativa, come se fosse un male se anche gli uomini maltrattati, pochi o molti che siano, vengano aiutati da un’istituzione;

a Senigallia dopo che un’assessora della locale giunta comunale ha proposto di festeggiare la Giornata Internazionale dell’Uomo il 19 novembre, cosa che avviene in una cinquantina di paesi del mondo, varie forze di sinistra ed associazioni ideologizzate tra cui anche qualche sindacato stanno aspramente contestando pure questo, consegnando gli uomini maltrattati e bisognosi di fatto a quelle forze politiche che si definiscono di “destra”.

Perchè tutta questa sfacciata misandria?

Salvatore Pizzo

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