I reperti di Selinute piazzati da Messina Denaro senior in Svizzera

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I reperti di Selinute piazzati da Messina Denaro senior in Svizzera

Nel suo primo interrogatorio avvenuto dopo l’arresto il boss della mafia Matteo Messina Denaro, catturato a Palermo lo scorso 16 gennaio, ha riferito anche di alcuni particolari che riguardano la Svizzera. Il contenuto della deposizione resa da Messina Denaro è stato reso noto nei giorni scorsi ma risale al successivo 13 febbraio, quando il boss fu interrogato dal procuratore di Palermo Maurizio De Lucia e dal procuratore aggiunto Paolo Guido. Il capomafia riferendo della sua gioventù e dell’attività svolta da suo padre ha parlato del saccheggio sistematico dei beni archeologici di uno dei più importanti siti della Magna Grecia, quello di Selinute che si trova nell’odierna provincia di Trapani. Tantissimi reperti prelevati illegalmente in quell’area sono finiti anche in Svizzera, il boss conferma un dato che è già emerso da numerose inchieste relative al mercato nero dei reperti archeologici: il forte interesse della criminalità organizzata anche per questo tipo di attività illecita molto lucrativa e che la Svizzera né è un crocevia internazionale, dove gli oggetti trafugati vengono “commercializzati” e da dove ripartono per altri paesi del mondo, dinamiche che non possono avvenire senza l’esistenza di una consolidata rete locale. Dice Messina Denaro ai magistrati: “A Selinunte a quell’epoca c’erano mille persone e tutte pure le donne scavavano di notte quelli che non scavavano di notte scavavano di giorno. In genere 100 per cento le comprava mio padre – spiega – poi venivano vendute in Svizzera e poi arrivavano dalla Svizzera in Arabia, negli Emirati e noi vedevamo cose che passavano da mio padre nei musei americani”.

Salvatore Pizzo

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