“L’ho fatto a pezzi come una gallina” così ha detto agli inquirenti l’assassina che ha commesso l’ennesimo maschicidio, una scia di sangue che nessuno vuole vedere. I pezzi del corpo di Shefki Kurti sono stati trovati chiusi in sacchetti di plastica in vari punti del canale Adigetto nel rodigino, il macabro ritrovamento è avvenuto tra il 28 e il 31 luglio scorsi tra Lendinara e Villanova del Ghebbo. L’uomo aveva 72 anni, era un cittadino albanese residente a Badia Polesine (Rovigo). Dopo qualche giorno dal macabro ritrovamento i carabinieri hanno arrestato sua moglie Nadire, 68 anni che il 18 agosto ha confessato di essere lei la carnefice, si è dovuta arrendere davanti a prove schiaccianti: il Ris di Parma ha trovato tracce di sangue della vittima nella casa in cui la coppia viveva, lei credeva di averle eliminate pulendo a fondo la casa dopo il macabro sezionamento del corpo, l’autrice del maschicidio ha detto di aver usato un’accetta e dei coltelli e ha tagliato il corpo in modo che potesse essere trasportato più agevolmente. L’accetta e tre coltelli da cucina, di cui uno seghettato, usati dall’assassina sono stati ritrovati tra il 19 e il 20 agosto. Il ritrovamento è avvenutogiovedì 28 luglioalle 8 circa del mattino, vicino ad una chiusa a Villanova del Ghebbo (Rovigo), quando il personale del Consorzio di Bonifica ha notato in un angolo la gamba sinistra. Nel pomeriggio dello stesso giorno sotto il ponte in via San Lazzaro a Lendinara(Rovigo) sono stati trovati, chiusi in quattro sacchi neri, il tronco, la testa e poco dopo anche le braccia. Secondo la ricostruzione la moglie lo ha accoltellato prima alle spalle in camera da letto usando l’accetta, poi nel bagno lo ha fatto a pezzi e messo nei sacchetti. L’omicidio è avvenuto probabilmente tra il 21 e il 22 luglio, la coppia aveva due figli entrambi cittadini italiani.
sa.pi.



