Un’inversione di tendenza destinata a fare scuola quella che è stata messa in atto nel quartiere San Salvario a Torino per sostenere i padri separati, nel capoluogo piemontese una casa che prima era destinata ad accogliere donne separate è stata riconvertita e destinata agli uomini che si trovano in tale condizione, tutti sanno e pochi dicono che i padri sono quasi sempre i più penalizzati quando una coppia con figli si separa. Una percezione che se venisse acquisita negli orientamenti giurisprudenziali e nella legislazione farebbe venire meno la convenienza di molte a procurarsi una separazione, obiettivo spesso ricercato da tante per godere di una prebenda esentasse a spese del malcapitato di turno. Il progetto torinese è stato chiamato gli “Equilibristi”, una denominazione che deriva dal titolo di un film di Ivano de Matteo, racconta del calvario di un uomo che si trova in una situazione simile. Per molti rimanere in piedi quando si è sottoposti “in nome della legge” alla predazione economica e tante volte anche al distacco dai figli. Il rischio spesso è il mancato controllo dei propri atti dopo la perdita della possibilità di poter gestire la propria vita, non poche volte si arriva persino a gesti estremi. Aiutare uomini che vengono spinti in questo tunnel a riprendere una vita normale è l’obiettivo dell’iniziativa che a Torino è stata messa in atto dalla Cooperativa Sociale Crescere 1979 con l’Associazione Art. 47 e Associazione Giobbe Onlus. Secondo i dati della Caritas, aggiornati a maggio del 2021, il 46% dei nuovi poveri nel nostro paese è rappresentato da un padre separato, sono circa 4 milioni in Italia, di questi 800 mila vivono sulla soglia di povertà. Il 66% circa non riesce a sostenere le spese per i beni di prima necessità e non è raro trovarli a dormire in auto o in dormitorio, vittime di tante che, senza farsi troppi scrupoli, intascano il guadagno provento della separazione. Gli uomini vengono accolti in una grande casa, con spazi sia comuni sia privati, sottoscrivono un patto che contiene precise condizioni per il raggiungimento di una solida autonomia. Sono seguiti da uno staff composto da un coordinatore, due educatori, due operatori socio sanitari, un consulente finanziario e quando serve anche da un legale. Si punta anche al coinvolgimento del territorio, creando una rete di famiglie amiche disponibili a ospitare o aiutare i padri in fase di uscita dalla coabitazione.
Salvatore Pizzo



