Crack Parmalat, la richiesta dell’accusa nel processo svizzero bis

Articolo

Crack Parmalat, la richiesta dell’accusa nel processo svizzero bis

Tre anni di reclusione e una sanzione pecuniaria di di 75mila franchi, la confisca di tutti i saldi attivi dei conti riconducibili a Luca Sala e un risarcimento da quantificare a favore di Parmalat, è questa la richiesta del Procuratore Federale svizzero Stefano Herold per l’ex manager di Bank of America e consulente, dal luglio 2003, della multinazionale di Collecchio fino ai giorni del crack avvenuto dopo circa 4 mesi. Per Herald anche gli importi provento di riciclaggio, già prescritti, devono essere confiscati in quanto comunque provento di attività illecite. Anche Parmalat costituitasi parte civile, rappresentata dall’avvocato Ivan Paparelli, ha fatto proprie le richieste del Procuratore. Sala era stato già processato in Svizzera ma la Corte federale di Bellinzona non aveva riconosciuto l’aggravante del reato di riciclaggio, per questo le accuse relative ai 501 movimenti finanziari contestati all’ex manager erano cadute in prescrizione. Il Tribunale federale di Losanna, accogliendo l’appello del Ministero pubblico della Confederazione, ha poi disposto un nuovo giudizio ma solo relativamente a 212 operazioni in quanto non ancora prescritte. Gli inquirenti svizzeri ritengono che le attività distrattive in danno di Parmalat avrebbero fatto guadagnare a Sala illecitamente circa 151 milioni di dollari (poco più di 130 milioni di euro). Le somme oggetto del filone svizzero sono però inferiori: 52,4 milioni di franchi (49milioni 500mila euro) di questi solo 36 milioni attinenti (34 milioni di euro) ai 212 atti di riciclaggio. L’avvocato di Luca Sala, Daniele Timbal, ha detto che le accuse di riciclaggio non reggono «per l’insussistenza del reato a monte, sia in Italia sia in Svizzera». Gli avvocati di Sala hanno per ottenuto che agli atti del processo venissero acquisite due sentenze di diritto civile di un tribunale del Liechtenstein favorevoli all’ex manager di Bank Of America in procedimenti di risarcimento avviati da Parmalat nel Principato. Sono stati acquisiti anche i pareri del professor Marco Ziliotti, consulente tecnico sentito nel procedimento ancora aperto a Parma a carico di Sala e altri manager bancari (prossima udienza il 4 novembre). Sala, secondo l’accusa avrebbe danneggiato Parmalat offrendo polizze assicurative, con costi fuori mercato, al fine di tutelarla dai rischi finanziari relative alle operazioni su mercati esteri in particolare sudamericani. Sala ha deposto davanti ai giudici di Bellinzona sostenendo che i costi sostenuti da Parmalat non erano fuori mercato ma inferiori e che le somme individuate in vari conti svizzeri erano frutto del suo lavoro. Sala, relativamente ai filoni giudiziari nati dal crack Parmalat, in Italia è stato già assolto dal Tribunale di Milano (assoluzione confermata dalla Corte d’Appello). Sono passati quasi 19 anni dal crack Parmalat il più grande tracollo finanziario della storia europea che ha inghiottito circa 14 miliardi di euro, nonostante il tempo trascorso non mancano le “novità” giudiziarie che ne sono scaturite. La sentenza svizzera è prevista per l’8 novembre.
Salvatore Pizzo

Back To Top