Crack Parmalat: in Svizzera processo d’appello a ex manager Bank of America

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Crack Parmalat: in Svizzera processo d’appello a ex manager Bank of America

Sono passati quasi 19 anni dal crack Parmalat il più grande tracollo finanziario della storia europea che ha inghiottito circa 14 miliardi di euro, nonostante il tempo trascorso non mancano le “novità” giudiziarie che ne sono scaturite. In Svizzera pochi giorni fa è iniziato il secondo processo che la magistratura elvetica ha mosso a carico di Luca Sala il quale a Bellinzona è imputato davanti al Tribunale penale federale. Sala, ex manager di Bank of America, è stato consulente del gruppo agroalimentare di Collecchio fra luglio e fine settembre 2003 e fu assolto dalle accuse mosse contro di lui in Svizzera, il verdetto risale al 30 gennaio del 2017 ma il Ministero pubblico della Confederazione ha presentato appello, lo stesso ha fatto l’attuale Parmalat che rivendica dall’ex numero uno italiano di Bank Of America un risarcimento di 52 milioni di dollari. Gli inquirenti elvetici ritengono che Sala tra il 2000 al 2004 avrebbe riciclato 52,4 milioni di franchi (circa 49 miloni 110mila euro). distratti dal gruppo Parmalat tra Lugano, Coira e Vaduz. Nel processo di primo grado gli venne imputata anche anche una presunta truffa ai danni della filiale milanese di Bank Of America, fatti per i quali ha avuto una sanzione pecuniaria sospesa con la condizionale. Rispetto al primo grado, a causa della prescrizione, le transazioni finanziarie di cui dovrà rispondere sono 212 e non più 501 come all’inizio. Nel corso della prima udienza dell’appello elvetico i suoi difensori hanno sollevato la richiesta di estromissione di Parmalat Spa, la newco subentrata alla originaria Parmalat, in quanto essa non avrebbe subito un danno diretto. Gli avvocati di Sala hanno per ottenuto che agli atti del processo venissero acquisite due sentenze di diritto civile di un tribunale del Liechtenstein favorevoli all’ex manager di Bank Of America in procedimenti di risarcimento avviati da Parmalat nel Principato. Sono stati acquisiti anche i pareri del professor Marco Ziliotti, consulente tecnico sentito nel procedimento ancora aperto a Parma a carico di Sala e altri manager bancari (prossima udienza il 4 novembre). Sala, secondo l’accusa avrebbe danneggiato Parmalat offrendo polizze assicurative, con costi fuori mercato, al fine di tutelarla dai rischi finanziari relative alle operazioni su mercati esteri in particolare sudamericani. Sala ha deposto davanti ai giudici di Bellinzona sostenendo che i costi sostenuti da Parmalat non erano fuori mercato ma inferiori e che le somme individuate in vari conti svizzeri erano frutto del suo lavoro. Sala, relativamente ai filoni giudiziari nati dal crack Parmalat, in Italia è stato già assolto dal Tribunale di Milano (assoluzione confermata dalla Corte d’Appello).

Salvatore Pizzo

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