Energia elettrica e presunta frode tra Canton Ticino e Puglia

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Energia elettrica e presunta frode tra Canton Ticino e Puglia

Un uomo è finito agli arresti domiciliari ed altri tre indagati sono stati destinatari di misure cautelari più tenui, lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari nell’ambito di un’inchiesta che riguarda una presunta frode fiscale nel settore dell’energia elettrica da oltre 15 milioni di euro, nella quale risulta coinvolta anche una società anonima in liquidazione con recapiti a Roveredo, Chiasso e Rancate. Le indagini le stanno svolgendo gli investigatori del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, i quali nei mesi scorsi hanno eseguito sequestro di beni, sino al valore limite di 15,2 milioni di euro, somma pari al presunto profitto illecito a carico di quattro cittadini italiani. Secondo gli inquirenti con una triangolazione di movimenti tra due società italiane e quella svizzera gli artecifici della frode avrebbero sistematicamente evaso l’Imposta sul valore aggiunto (Iva). L’inchiesta è partita a seguito di un’ispezione tributaria, conclusasi nel 2019, nei confronti di una società già con sede a Modugno (provincia di Bari) poi trasferita a Roma. Dalle indagini è emerso che la società svizzera ha ceduto l’energia elettrica solo formalmente ad una ditta italiana che evadeva sistematicamente le imposte, ma in realtà era un’altra società a commercializzare concretamente il prodotto, ciò avrebbe innescato un complesso meccanismo finalizzato ad eludere il versamento dell’IVA allo stato italiano anche grazie all’emissione di fatture false per un valore di circa 74 milioni di euro. Tra i beni sequestrati nei mesi scorsi, oltre a somme di denaro, ci sono anche fabbricati e terreni. Le persone indagate dalla Procura della Repubblica di Bari sarebbe cinque, ma i sequestri e le vrie misure cautelari sono stati eseguiti solo a carico di quattro.

 
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