Fu stuprata nella ex sede della “Rete Antifascista” di Parma, che un tempo si trovava in Via Testi a Parma. I fatti risalgono al 9 settembre 2010, quando la vittima aveva superato da poco i 18 anni, e nei giorni scorsi i tre presunti stupratori sono stati ritenuti colpevoli anche dalla Corte d’Appello di Bologna che ha confermato le condanne ma ha applicato una riduzione di pena: 3 anni e 1 mese di reclusione comminati ai due parmigiani finiti alla sbarra, F. C. e Francesco C., contro i 4 e 8 mesi ciascuno applicati in primo grado dal Tribunale di Parma. 2 anni e 8 mesi di carcere invece per il romano V. P., che in a Parma aveva avuto 4 anni. Alla giovane è stato riconosciuto un risarcimento di 50mila euro. La scena della violenza era stata registrata dal telefonino di uno dei tre ed i video shock erano poi circolati sul web. La vicenda emerse casualmente solo alla fine di agosto del 2013 quando era scoppiata una bomba nei pressi di una sede di “CasaPound” e i carabinieri avevano iniziato le indagini. I due parmigiani che oggi hanno 32 e 28 anni, 26 anni il romano. La ragazza, una giovane mantovana, deponendo durante il processo di primo grado ha detto che ricorda poco di quei momenti, perché avrebbe bevuto una bevanda che le ha provocato uno stato di incoscienza. A quanto pare sarebbe stata attratta nella sede con una scusa, era venuta a Parma in treno per andare ad una festa, ma si sarebbe svegliata il giorno dopo mezza nuda.




