Aveva varcato il confine alla frontiera di Chiasso e dopo una sosta in Svizzera si era rifugiato in Belgio dove i servizi di sicurezza italiani lo hanno rintracciato e fatto arrestare, si tratta di un cittadino siriano ricercato per terrorismo internazionale, Haj Osman Abdulkarim. L’uomo, dopo l’arresto avvenuto all’inzio di luglio, nei giorni scorsi è stato estradato dal Belgio all’Italia, era ricercato dopo un’indagine dei poliziotti della Digos di Sassari denominata “Syriana” che, il 10 maggio scorso, aveva portato all’arresto di altri due siriani ed un marocchino accusati in Italia di associazione con finalità di terrorismo, finanziamento al terrorismo e intermediazione finanziaria abusiva, aggravati dalla transnazionalità. Secondo le accuse raccoglievano soldi in occidente per finanziare gruppi armati di matrice islamista. Gli investigatori italiani hanno accertato che qualche giorno prima dell´operazione di polizia, l’uomo si era imbarcato ad Olbia su una nave diretta a Livorno per raggiungere – attraverso la frontiera di Como Chiasso – la Svizzera e, da lì si è recato nelle Fiandre a Dilbeek, ma cosa abbia fatto durante la sua permanenza in Svizzera e chi gli abbia dato appoggio per adesso è ancora un mistero. Il mandato di arresto europeo è stato emesso dai sostituti procuratori Danilo Tronci e Rossanna Allieri della Direzione Distrettuale Antimafia di Cagliari. Contemporaneamente all’operazione svolta in Sardegna, la stessa organizzazione qaedista siriana, Jahbat Al Nusra, fu colpita da altri 11 arresti eseguiti dalla polizia italiana a Brescia. Le due cellule, che operavano in Sardegna e Lombardia, pur essendo autonome erano in contatto con un soggetto che aveva rapporti con entrambi. La loro attività si estendeva anche in Svezia, Austria, Germania, Olanda, Danimarca, Ungheria e Turchia. Complessivamente sono indagate a “piede libero” altre sedici persone tra cui un’italiana, moglie di uno degli arrestati che si sarebbe prestata a fare da corriere transnazionale del denaro.



