Finanziere friulano licenziato vince la causa, reintegrato

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Finanziere friulano licenziato vince la causa, reintegrato

Un militare della Guardia di Finanza che era stato licenziato dal Comando Generale delle Fiamme Gialle ha ottenuto dal Tar del Friuli Venezia Giulia l’annullamento del licenziamento. I giudici amministrativi hanno ritenuto fondato il suo ricorso, in quanto le contestazioni disciplinari sarebbero state mosse dopo il termine di 60 giorni dalla conclusione degli accertamenti preliminari. Il finanziare lamentava anche la sanzione inflittagli sarebbe sproporzionata, anche in considerazione della condotta collaborativa che egli avrebbe tenuto durante la fase degli accertamenti preliminari e del procedimento disciplinare a suo carico, nonché dei suoi più che positivi precedenti di servizio. I suoi superiori hanno contestato che avrebbe omesso di informarli di essere stato sentito dalla Procura della Repubblica quale persona informata sui fatti nell’ambito di un procedimento penale a carico di terzi, ma lui lamenta l’insussistenza di siffatto obbligo. Avevano sottoposto l’interessato anche ad un esame di laboratorio sul bulbo pilifero, azione finalizzata a ricercare tracce più risalenti nel tempo di uso di sostanza stupefacente, è stato eseguito in data 21 giugno 2017 ed i risultati sono stati resi noti dopo 5 giorni, ma la contestazione gli è stata fatta il 15 settembre 2017, quando erano già decorsi 86 giorni dall’effettuazione dell’ultima analisi tossicologica e, comunque, 81 giorni da quando i relativi esiti erano pervenuti. La decisione è stata presa dal collegio composto da giudici Oria Settesoldi (Presidente); Manuela Sinigoi (Consigliere, Estensore) e Nicola Bardino (Referendario).

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