Nuovo Centro commerciale a Porcia, il Tar dà a ragione alla Biscontin

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Nuovo Centro commerciale a Porcia, il Tar dà a ragione alla Biscontin

L’impresa Biscontin ha ottenuto l’annullamento della delibera del consiglio comunale di Porcia che le impediva di realizzare il centro commerciale sulla Pontebbana. Lo società rappresentata e difesa dall’avvocato Francesco Longo, ha ottenuto una decisione favorevole del Tar del Friuli Venezia Giulia, a rappresentare l’ente è stato il legale Orio De Marchi La deliberazione del Consiglio Comunale di Porcia impugnata risale al 13/06/2017, l’assise consiliare recepiva il parere espresso dalla commissione seconda del civico concesso del 30/05/2017. L’impresa Biscontin s.p.a. aveva presentato al Comune di Porcia istanza di variante al piano comunale di settore per l’individuazione delle grandi strutture di vendita in data 8.6.2016, chiedendo, in particolare, che la superficie di vendita passasse dagli originari 1500 mq a 4200 mq, poi ha lamentato che lo stesso ente aveva dato con la sua delibera coniliare aveva dato riscontro favorevole alla richiesta, ritenendo, tuttavia, necessaria la predisposizione di uno studio sulla viabilità, al quale l’impresa dava seguito, perà lo aveva fatto prendendo atto del parere espresso dalla Commissione consiliare competente, la quale stabiliva, che fosse predisposto uno schema di convenzione da stipularsi tra l’Amministrazione comunale e Biscontin. La Commissione, all’unanimità, aveva, infatti, chiesto che per l’attuazione dell’intervento si dovesse prevedere la realizzazione di una rotatoria provvisoria tra la SS 13 e via Ceolini e l’obbligo di svolta a destra per i mezzi in uscita da via Belvedere che si immettono sulla SS 13 anche se diretti verso Sacile. Opera che Biscontin non ritiene di dover realizzare, lamentando un eccesso di potere ed una carenza di istruttoria. Scrive il collegio giudicanre: !Deve, infatti, convenirsi con parte ricorrente laddove si interroga sulle ragioni per cui “dovrebbe realizzare un’opera a favore della collettività, non prevista dagli strumenti di programmazione triennale e annuale, senza che la relativa spesa venga scomputata dagli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria qualora dovuti”. La sentenza è stata emessa dal collegio composto dai giudici: Oria Settesoldi (PresidenteI); Manuela Sinigoi (Consigliere, Estensore) e Nicola Bardino (Referendario)

 

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