
Amnesty International ha criticato la decisione della Corte suprema peruviana con cui è stata rinviata la sentenza nei confronti della nota difensora dei diritti umani Máxima Acuña.
Il 12 aprile la Corte suprema avrebbe dovuto pronunciarsi sulle pretestuose accuse mosse a Máxima Acuña relative alla presunta invasione di terreni privati. La sentenza è stata rinviata al 3 maggio in quanto alcuni giudici non avrebbero avuto il tempo necessario per giungere a una decisione.
Secondo Amnesty International, si è trattato dell’ennesimo espediente per ostacolare la legittima azione di Máxima Acuña in difesa dell’ambiente.
“Il processo contro Máxima è un vile tentativo delle autorità peruviane di fermare il suo attivismo in difesa dei diritti umani e dell’ambiente ed è un messaggio destinato anche ad altri attivisti”, ha dichiarato Erika Guevara Rosas, direttrice per le Americhe di Amnesty International.
“Obbligarla ad andare a Lima e tornare a casa a sue spese solo per sentirsi dire che la sentenza era stata rinviata pare l’ennesimo espediente per continuare a punire Máxima e la sua famiglia”, ha aggiunto Guevara Rosas.
“Invece di continuare a perseguitare Máxima e i suoi familiari con accuse infondate, le autorità peruviane devono garantire che i difensori dei diritti umani potranno proseguire a svolgere il loro lavoro senza timore di rappresaglie”, ha aggiunto Guevara Rosas.
Tra il 2011 e il 2014, Máxima Acuña ha denunciato numerosi casi di intimidazione, aggressioni e tentativi di sgombero da parte della Polizia nazionale.
Il 14 febbraio di quest’anno una delegazione di Amnesty International guidata da Erika Guevara Rosas ha incontrato Máxima Acuña e i suoi familiari per consegnare oltre 150.000 messaggi di sostegno provenienti da ogni parte del mondo, contenenti anche la richiesta alle autorità peruviane di proteggerla da attacchi, intimidazioni e minacce.
Lo stesso giorno, Máxima Acuña ha ricevuto la visita del ministro della Giustizia e dei diritti umani che ha confermato l’attuazione delle misure di protezione garantitele dalla Commissione interamericana dei diritti umani.
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