Domenica 8 maggio 2016, intervenendo alla trasmissione televisiva “Che tempo che fa”, l’allora presidente del Consiglio dei Ministri, Matteo Renzi, annunciò uno stanziamento di 150 milioni di euro per finanziare progetti di riqualificazione del patrimonio culturale minore. Renzi spiegò che era stata istituita la casella e-mail bellezza@governo.it alla quale tutti i cittadini potevano scrivere, entro il 31 maggio, per segnalare le opere alle quali tenevano di più. Il successivo 10 agosto lo stesso Renzi avrebbe dovuto firmare il decreto di assegnazione dei fondi sulla base della selezione effettuata da una Commissione istituita ad hoc.
Lunedì 9 maggio nel sito internet della Presidenza del Consiglio fu aperta una pagina che confermava quanto dichiarato da Renzi in TV, sulla quale si è via via dato conto di quanti messaggi e-mail pervenivano e quanti progetti sostenevano. Al 31 maggio, i messaggi inviati erano stati poco meno di 140 mila per segnalare circa 7.500 interventi. Da lì in poi, si doveva riunire la Commissione per selezionare i progetti ammessi al finanziamento e doveva essere emanato, entro il 10 agosto, il decreto di assegnazione dei fondi.
Della Commissione non si è più saputo se mai si sia riunita, dei progetti ammessi al finanziamento non vi è notizia; ripetute interrogazioni parlamentari, per sapere come stesse evolvendosi la situazione, sono rimaste senza risposta. Il ministro per i beni culturali e il turismo, Dario Franceschini si è limitato a puntualizzare che l’iniziativa è della Presidenza del Consiglio e non del suo ministero; e che, presumibilmente, il ritardo nell’assegnazione dei promessi finanziamenti era dovuto al grande numero delle segnalazioni inviate dai cittadini. Nel frattempo dalla pagina internet della Presidenza del Consiglio spariva il resoconto dei messaggi pervenuti e dei progetti proposti, restando solo le poche righe introduttive pubblicate il 9 maggio.
“Siamo a dir poco sorpresi – dichiara Mario Pusceddu, presidente di ISVRA, Istituto Italiano per lo Sviluppo Rurale e l’Agriturismo – per come un impegno preso pubblicamente dal Presidente del Consiglio possa essere stato disatteso senza dare alcuna spiegazione. D’altra parte, quando si sollecita la pubblica opinione su temi di questo genere, non ci si può poi sorprendere se arrivano tante risposte”.
“Alla campagna bellezza@governo.it – prosegue Pusceddu – hanno partecipato soprattutto cittadini di piccoli Comuni rurali nella speranza di poter sostenere iniziative che promuovessero la rivitalizzazione sociale, l’occupazione giovanile e lo sviluppo turistico. Ma la speranza era di vedere selezionato il proprio paese fra i beneficiari dei fondi e non di sapere come, prima o poi, si concluderà questa vicenda paradossale”.
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