Due pilastri di quella che fu l’Alleanza di Secondigliano, il famigerato cartello criminale che riuniva tutti i clan che operano a Nord di Napoli, sono sotto processo a Parma per un reato che apparentemente è di poco conto se rapportato al contesto criminale in cui è maturato: la Procura della Repubblica di Parma contesta a ai boss Pietro Licciardi e Patrizio Bosti l’ “inosservanza dei provvedimenti dell’autorità”, avrebbero infranto le regole del carcere duro, il famoso 41 bis, interloquendo tra loro anche se non gli era consentito. I due imputati rischiano al massimo la condanna a tre mesi, ma il processo può rivelare aspetti inediti dei legami tra i vari clan della camorra napoletana.
I fatti risalgono al 5 febbraio del 2014 e il procedimento è scattato dopo una segnalazione della Polizia Penitenziaria, la prima udienza è stata rinviata e la prossima udienza si terrà il prossimo 1 marzo davanti al giudice Laura Ghidotti (pubblico ministero Elena Riccardi).
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