La cosiddetta “Buona Scuola” una truffa mediatica : risposta ad una professoressa Pd di Parma

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La cosiddetta “Buona Scuola” una truffa mediatica : risposta ad una professoressa Pd di Parma

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Il 7 ottobre 2016 un ex consigliere comunale del Pd nella qualità di docente del Liceo “Sanvitale” di Parma, mediante una lettera pubblicata dal giornale locale Gazzetta di Parma, ha elogiato la Buona Scuola…. questa la risposta della Gilda di Parma e Piacenza firmata dal coordinatore Salvatore Pizzo

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Gentile direttore,
siamo una delle associazioni maggiormente rappresentative del corpo docente che lavora nella scuola statale italiana, esistiamo da circa 30 anni e siamo testimoni diretti della gravità delle norme che sono contenute nella cosiddetta legge della “Buona Scuola” (legge 107/2015)
Qualcuno qui a Parma, anche nella nostra categoria, è convinto che essa sia la causa per la quale sono stati assunti migliaia di docenti precari, in realtà questi nostri colleghi erano già dipendenti da anni con una reiterazione abnorme dei contratti a tempo determinato. Lo stato italiano è stato costretto a metterci una “pezza” in tempo in quanto dopo tantissime cause pendenti nei tribunali italiani, che rischiavano di costare molti quattrini del contribuente per i risarcimenti, si è espressa la Corte di Giustizia Europea. L’Italia rischiava una procedura di infrazione da parte dell’UE e quindi pagare ingenti sanzioni, questo ha costretto il legislatore ad un’operazione forzata, venduta mediaticamente bene, perchè stabilizzare le persone è costato meno.
I fautori della pseudo “Buona Scuola” hanno affidato l’assegnazione dei docenti alle scuole ad un algoritmo (almeno così ufficialmente sostiene il Ministero), che ha disposto la destinazione dei docenti, persone spesso con figli a carico, letteralmente a caso sul territorio nazionale spostandoli da dove hanno sempre lavorato a centinaia di chilometri di distanza da casa.
La Gilda ha compiuto un accesso agli atti per capire come funzionasse questo fantomatico algoritmo, ma il Ministero non ha dato tutti i documenti e la questione è stata posta all’attenzione della magistratura.
I docenti neo stabilizzati e forzatamente allontanati dai loro territori a differenza del passato non vengono più assegnati alle singole scuole, finiscono suddivisi in degli ambiti territoriali (a Parma sono due, il n°12 e il 13) da cui i presidi li “pescano” con criteri discrezionali. Unico caso di libero arbitrio legalizzato nella pubblica amministrazione … .
Inoltre, siccome i docenti sono stati assegnati con una sorta di indecifrabile pallottoliere: abbiamo scuole che soffrono la mancanza di organico, altre che hanno docenti in più ma con caratteristiche che non sono utili, come i professori di musica assegnati all’Ipsia Levi e all’Itis Galilei, ciò mentre all’Istituto Comprensivo di Langhirano si nega l’indirizzo musicale, oppure operazioni di assegnazione che ancor oggi sono in corso con evidente disorganizzazione per la didattica e danni per docenti e studenti. La riduzione oraria praticata a all’Istituto di Medesano è un esempio.
Lo spreco finanziario inoltre è enorme, sono stati dati a pioggia 500 euro annui ad ogni docente (solo quelli di ruolo) lo scorso anno per acquisto di materiale e/o corsi di aggiornamento da svolgersi entro lo scorso 31 agosto e stanno per rendere obbligatorio l’aggiornamento professionale, stanziando 40 milioni di euro che andranno solo agli enti formatori (molto ben visti da certa politica e da qualche sindacato) e nulla ai docenti.
Abbiamo il contratto di lavoro scaduto da 8 anni, con i soldi stanziati si potevano migliorare le condizioni della nostra categoria, è inaccettabile che delle persone che formano le future generazioni restino sottopagate peggio di certe cameriere pagate a nero (con tutto il rispetto per le cameriere sfruttate).
Salvatore Pizzo
Coordinatore Gilda degli insegnanti Parma e Piacenza
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