Piacenza chiama la Svizzera risponde

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Piacenza chiama la Svizzera risponde

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Servizi del Canton Ticino. Baumann nel suo intervento ha spiegato: “La Svizzera può offrire grandi opportunità all’Italia. Ha stabilità economica, una burocrazia snella che favorisce le imprese, leggi liberali e soprattuto rappresenta uno stimolo all’internazionalizzazione per tutte quelle imprese che hanno l’obiettivo di lavorare sulla ricerca e sull’innovazione di qualità” – ed ha aggiunto – “Piacenza dista poco più di 100 chilometri dal confine con la Svizzera, abbiamo una lingua e in parte una storia comune. Spesso vedo che nonostante la vicinanza non ci conosciamo bene, siamo ostacolati da luoghi comune e pregiudizi. Lo scambio tra i due paesi è importante, bisogna dare una spinta all’internazionalizzazione, intesa come imprese sane che crescono e non che vengono delocalizzate. L’internazionalizzazione è uno stimolo per l’occupazione”- ha poi concluso Baumann – “La Svizzera rappresenta per l’Italia il quinto mercato per l’esportazione ed ogni svizzero consuma ogni anno 2.300 euro di prodotti italiani. In Svizzera il tasso di disoccupazione e il debito pubblico sono estremamente bassi”. Il console ha precisato che le opportunità di scambio possono essere favorevoli anche per i giovani: “Con la sua attenzione all’innovazione ed alla formazione, la Svizzera rappresenta un luogo molto favorevole per sviluppare ricerche”. L’incontro piacentino è stato organizzato anche con l’appoggio del Consorzio Esportatori Piacentini, della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, e Aeb Brokers. Tra gli intervenuti anche: Maria Angela Spezia, consigliere delegato all’internazionalizzaizone di Confindustria Piacenza, Sergio Sargiani presidente del esportatori piacentini, Antonio Capecchi, partner di Aeb Brokers divisione credito, Nicholas Eyre (Swiss Marine Underwriten and distribution manager Italy and Swiss C.N.A insurance) e Stefania Padoan, Ceo di Padoan Swiss SA.

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