Da Ferrara volontaria in Sierra Leone

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Da Ferrara volontaria in Sierra Leone

Valente Nicoletta

Nicoletta Valente è pronta per partire da Ferrara giovedì 8 settembre per la Sierra Leone, dove per sei mesi sarà impegnata come medico specializzando in Igiene e Medicina Preventiva con Medici con l’Africa Cuamm.
Prima a Pujehun, dove il Cuamm lavora dal 2012, e poi nella capitale Freetown, Nicoletta Valente lavorerà per migliorare le condizioni di accesso alle cure per le donne in gravidanza e per i neonati, intervenendo sul territorio, per ottimizzare la rete dei centri di salute che fanno riferimento all’ospedale e il sistema di trasporto delle donne in condizione di emergenza ostetrica al momento del parto.
Trent’anni, sposata da uno e motivata da un amore profondo per l’Africa, Nicoletta Valente è la prima specializzanda dell’Università di Ferrara a partire per la Sierra Leone con il progetto Junior Project Officer del Cuamm:

«Partire per l’Africa è un sogno che si realizza – racconta Nicoletta Valente –, che coltivo da quando mi sono iscritta a Medicina. Io ho scelto di specializzarmi in Igiene e Medicina Preventiva proprio per poter partire per l’Africa, per essere utile sul campo. Andare in Sierra Leone dopo Ebola è di certo una sfida avvincente per me che lavoro sui temi della salute pubblica: ora la nuova emergenza riconosciuta dal Governo locale è quella della mortalità materno-infantile. La Sierra Leone ha i tassi più alti di morte di mamme e bambini al mondo e con Medici con l’Africa Cuamm, insieme alla mia tutor e al fianco delle risorse umane locali, andremo proprio a lavorare per far perdere alla Sierra Leone questo triste primato. Lì c’è un intero sistema da costruire: centri da rendere efficienti, trasporti da organizzare. È una bella sfida per cui è un anno e mezzo mi preparo, spero di esserne all’altezza».

Con Medici con l’Africa Cuamm, nell’ultimo anno, Nicoletta Valente è stata molto impegnata anche a Ferrara, dove insieme alla collega Maria Rita Stendardo ha fondato il gruppo di appoggio “Medici con l’Africa Cuamm Ferrara”, che al momento raccoglie molti volontari.

«Negli ultimi mesi abbiamo organizzato due aperitivi di raccolta fondi, e vari banchetti agli eventi di piazza in città e ai concerti di Niccolò Fabi, Max Gazzè e Daniele Silvestri che sono passati in zona. Io ho conosciuto il Cuamm proprio ad un concerto di Fabi Silvestri e Gazzè: penso che sia un ottimo modo per far conoscere la gente i temi dell’accesso alle cure e del diritto alla salute per tutti, che anche a me sono cari».

È possibile sostenere il lavoro di Nicoletta e del Cuamm con una donazione su c/c postale 17101353 e online su www.mediciconlafrica.org; con 40 euro è possibile garantire il parto assistito a una futura mamma.

MEDICI CON L’AFRICA CUAMM

Nata nel 1950, Medici con l’Africa Cuamm è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo, intervenendo con questo approccio, anche in situazioni di emergenza, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. In 65 anni di storia sono state 1.615 le persone inviate, 221 gli ospedali serviti, 41 i paesi d’intervento e 165 i programmi principali realizzati.
Oggi Medici con l’Africa Cuamm è impegnato in 7 paesi dell’Africa sub-Sahariana (Angola, Etiopia, Mozambico, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania, Uganda) con 827 operatori (213 europei e 614 africani), 72 progetti di cooperazione principali e un centinaio di micro-realizzazioni di supporto; appoggia 14 ospedali, 35 distretti (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta all’Aids, tubercolosi e malaria, formazione), 3 scuole infermieri e 2 università (in Etiopia e Mozambico).

L’IMPEGNO IN SIERRA LEONE

Lo staff di Medici con l’Africa Cuamm era presente sul territorio nazionale a Pujehun già dal 2012, prima dell’epidemia di Ebola che dal 2014 ha causato migliaia di morti. Il Cuamm non ha mai abbandonato il paese, dando il proprio contributo per fronteggiare l’epidemia anche nei momenti più difficili. Oggi il paese deve ripartire, nonostante il sistema sanitario in forte crisi. Per questo da febbraio 2015 l’intervento si è esteso alla riabilitazione dell’ospedale di Lunsar, in collaborazione con la Direzione dell’ospedale dell’Ordine Ospedaliero di san Giovanni di Dio. Da marzo 2016 invece il Cuamm ha accettato la richiesta del ministero della sanità di intervenire anche aFreetown, la capitale, per rilanciare il Princess Christian Maternity Hospital, la principale maternità della Sierra Leone. La lotta alla mortalità materno-infantile è la nuova sfida da vincere, nel paese con il tasso più alto al mondo di mortalità di mamme e bambini.

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