Il ritorno di “Pitecus”. Al Granara Festival 2016, il 6 agosto

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Il ritorno di “Pitecus”. Al Granara Festival 2016, il 6 agosto

granara festival 2016

 

Il sodalizio artistico di Rezza e Mastrella dura da vent’anni ed anche “Pitecus” ha preso vita vent’anni fa e con le sue scenografie “indossate” ispirate ai quadri di Fontana e la comicità aggressiva e spietata con cui tratta anche i temi più delicati – come la disabilità, la depressione o l’esibizione del dolore dei malati terminali – è diventato ormai un classico, sempre attuale e sempre apprezzato dalle platee.

Lo spettacolo è una discesa nell’assurdo e nelle perversioni dell’uomo, irriverente fino al cinismo. La struttura narrativa è semplice: tanti quadri auto-conclusivi che racchiudono i singoli personaggi con i loro microcosmi, personaggi senza tempo, mediocri e ipocriti, resi divertenti dal trasformismo di Antonio Rezza, dalla sua abilità interpretativa e macchiettistica.

I costumi nascono invece dall’ossessione di Flavia Mastrella per la mancanza di movimento nell’arte figurativa e dal suo spiccato interesse per il linguaggio del corpo umano: sono costumi/opere d’arte che da paesaggi e scenografie diventano abiti e habitat dei personaggi, nonché ispirazioni per raccontare le loro storie. Appese da un lato all’altro del palcoscenico come un sipario, sono stoffe variopinte e bucate, con i tagli che fanno pensare subito alle tele di Fontana e da cui fanno capolino, letteralmente, i vari protagonisti della performance, tutti interpretati da Rezza e tutti in qualche modo, per quel richiamo ai quadri d’arte, trasformati in astrazioni, caricature, emblemi.

Nessuno si salva, sulla scena di Rezza: il suo uomo/emblema sembra non essersi evoluto, sembra rimasto ancorato alla sopravvivenza a discapito degli altri, fermo allo stato di piteco-scimmia. Ma lo spettacolo non ha nessuna intenzione di lanciare messaggi o denunce civili, non è moralista, non vuole insegnare nulla: “quello che il pubblico vede in scena è energia pura”, dicono gli autori.

www.rezzamastrella.com

il festival
Incontri e spettacoli: natura, musica, cibo, giochi e laboratori al villaggio ecologico di Granara La mattina laboratori di teatro, scrittura e danza. O esplorazioni guidate di boschi, terre, acque. Pranzo insieme all’ombra degli alberi. Dopo la siesta, giochi, letture, incontri con gli artisti. Aperitivo jazz, cena e poi gli spettacoli nel tendone del circo. Notte intorno al fuoco e sotto le stelle.

il villaggio
Festival a impatto positivo: l’energia prodotta dai pannelli solari del villaggio supera quella consumata durante il festival. Granara è nell’Appennino parmense, nel crocevia tra Emilia, Toscana e Liguria, tra la Francigena e il mare. Qui l’arte incontra l’ecologia: docce solari, intonaci di terra cruda, biolago, compost toilet, fitodepurazione, orti biologici, educazione alla sostenibilità e alla nonviolenza. Un antico villaggio tornato in vita tra artigiani di storie, orticoltori oziosi, ingegneri poeti e bambini che imparano liberi.
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