
L’ospedale di Alta Specialità di GVM Care & Research ha introdotto la nuova metodica in grado di trattare tutte le patologie che possono colpire gli arti, l’addome, il torace e la testa
Reggio Emilia. In Italia, così come in Europa e nel resto del mondo, i Centri dedicati alla microchirurgia linfatica si possono contare sulle dita di una mano. Una di queste eccellenze si trova proprio in Emilia Romagna: Salus Hospital di Reggio Emilia, ospedale di Alta Specialità GVM Care & Research, che dal mese di gennaio è entrato a pieno titolo nel novero delle strutture d’eccellenza riconosciute, grazie all’attività svolta dal Dottor Corrado Campisi.
Il Sistema Linfatico svolge un ruolo imprescindibile nel drenare i tessuti da liquidi e dalle sostanze in eccesso. Può essere spiegato come la parte super-specializzata dell’apparato circolatorio che al termine del suo percorso sfocia nel sangue venoso attraverso il dotto toracico. Ma anche il Sistema Linfatico, al pari di altri sistemi dell’organismo, va incontro a malattie.
La patologia linfatica può essere distinta in periferica (linfedemi degli arti superiori ed inferiori) e centrale (addome, torace o testa-collo). E’ quindi indispensabile il corretto inquadramento clinico-diagnostico per offrire al paziente un altrettanto efficace percorso terapeutico, chirurgico o meno.
La microchirurgia dei vasi linfatici rappresenta la più avanzata ed innovativa forma di super-specializzazione interventistica indirizzata a persone affette da sindromi primarie (precoci o tardive) o secondarie (conseguenti a patologie tumorali), con gravi alterazioni dei normali processi fisiologici e ripercussioni molto spesso invalidanti sullo stato di salute e sulla qualità di vita.
“Nel trattamento integrato del linfedema – ha spiegato il Dottor Campisi – parliamo di vasi linfatici il cui calibro è di appena 0,3 millimetri – l’indicazione chirurgica si basa, oltre che sull’anamnesi e sull’esame obiettivo (prima visita), anche sull’esito di un esame specifico, la linfoscintigrafia degli arti superiori/inferiori, in grado di definire un’insufficienza linfatica latente, iniziale o avanzata”.
Il microchirurgo come interviene? “Il microchirurgo va a derivare il circolo linfatico all’interno del circolo venoso. Tramite tecniche di imaging avanzato delle strutture linfatico-linfonodali, vengono preparate le microstrutture linfatiche candidate all’anastomosi e individuata la vena più idonea per localizzazione, calibro, configurazione anatomo-morfo-funzionale e buona funzionalità dell’apparato valvolare, il quale deve essere ben integro, poiché va prevenuto il reflusso ematico all’interno dell’anastomosi onde evitare possibili trombosi della stessa”.
Il tempo chirurgico ha una media di 90 minuti per l’arto superiore e di 180 minuti per l’arto inferiore. La degenza ospedaliera è compresa entro i 3 giorni per l’arto superiore ed entro i 4 per l’arto inferiore.
“Ogni paziente – aggiunge Campisi – è potenzialmente candidabile. Le controindicazioni sono date da gravi patologie concomitanti ed età molto avanzata, quando cioè il rischio è soprattutto di carattere anestesiologico. Alcuni pazienti oncologici, operati di melanoma delle estremità, vanno presi in carico soltanto se la neoplasia è sotto stretta sorveglianza”.
I vantaggi della metodica si riassumono nel ripristino immediato del circolo linfatico nell’arto trattato, nella cura del linfedema negli stadi precoci e nella destadiazione della malattia nei gradi più avanzati. Il pericolo di recidiva della patologia, considerata l’attenta programmazione pre-operatoria e la meticolosa ricostruzione microchirurgica, risulta ridotto al minimo (1%) ed è correlato alla gravità del linfedema.
“La fase pre-operatoria – ha concluso Campisi – è altresì contraddistinta da un fondamentale programma personalizzato di terapia fisica decongestionante (C.Ly.F.T. – “Complete Lymphedema Functional Therapy) con linfodrenaggio meccanico e manuale in aggiunta a bendaggi funzionali multistrato, tali da permettere la sensibile riduzione dell’edema in previsione dell’atto chirurgico-microchirurgico”.
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