“Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”, così statuisce l’articolo 33 della Costituzione ma è una norma tranquillamente violata dalla stragrande maggioranza dei partiti politici che hanno composto i governi che abbiamo avuto fino ad oggi, ogni anno un fottio di soldi pubblici finisce nelle casse dei gestori delle scuole private, probabilmente sono le imprese che più di tutte ricevono finanziamenti a fondo perduto, in ordine di tempo l’ultimo regalone è contenuto nella manovra finanziaria che sta per essere licenziata in queste ore: una dazione di 1500 euro alle persone che mandano i figli in queste scuole e l’esenzione per i proprietari dal pagamento dell’IMU. Il principale sponsor di queste regalie di stato è il partitino Noi Moderati guidato dal ciellino Maurizio Lupi, affiancato da Mariastella Gelmini, tristemente nota nel mondo scolastico, quando fu ministro dell’Istruzione, una ventina d’anni fa, diede il nome ad uno dei più pesanti tagli che la Scuola Statale abbia mai subito. CL gestisce un migliaio di scuole private in giro per l’Italia e pur essendo ritenuta una lobby potente trova sponda, almeno per i suoi “affari scolastici”, in un partitino che nei sondaggi viaggia intorno all’1%, con una consistenza elettorale così debole, quasi inesistente, la capacità di lobbyng ciellina è possibile solo grazie all’assenso dei partiti che hanno i numeri. Silenti anche il Pd e partitini di sinistra, le uniche voci dissenzienti sono state quelle di Barbara Floridia dei Cinque Stelle e del Partito Socialista che però non è presente in Parlamento. “In tutto ciò, una parte del centrosinistra ha dimostrato di non saper o voler fare una battaglia a difesa della scuola pubblica", si legge in una nota del Psi