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Un saggio indaga la natura dell'amore
e tutto quello che ne deriva.
A firmarlo è la psichiatra Donatella Marazziti, responsabile ricerche della Fondazione BRF Onlus

 

Nella nostra società, l’amore è il sentimento principe, la pietra angolare delle relazioni affettive, il fulcro della nostra esistenza. Non è sempre stato così: il ruolo attuale dell’amore è il risultato di un lungo processo storico e culturale, e idee che ci sembrano scontate – per esempio, che l’amore sia il presupposto fondamentale del matrimonio – sono in realtà molto recenti. Ma anche se la nostra vita amorosa – sentimentale e sessuale – è molto più libera e meno soggetta ai condizionamenti sociali, siamo per questo più felici che in passato? Le nostre unioni sono più durature? È più facile sfuggire alle pene d’amore? Soprattutto, siamo sicuri di sapere davvero che cos’è l’amore?

Il saggio innovativo e riccamente documentato di Donatella Marazziti nasce proprio dall’esigenza di fare il punto sulle conoscenze attuali sull’amore, e in particolare sui processi biologici che stanno alla base dell’attrazione e dell’attaccamento che spiegano i diversi atteggiamenti di uomini e donne. Studiare la biologia dell’amore non significa degradare i sentimenti: significa esaminare dall’interno gli affascinanti meccanismi molecolari a essi associati, e in questo modo proporre nuove risposte ad antichi interrogativi. Siamo liberi di innamorarci? Qual è il rapporto, nelle scelte d’amore, fra “ragione” e “sentimento”? Perché alcuni si attaccano ossessivamente alla persona amata, o si rifiutano di accettare la fine di una relazione, mentre altri non sanno andare oltre un legame superficiale? Questi comportamenti dipendono dall’ambiente o dalla storia psicologica di ciascuno, oppure esistono cause biologiche, che vanno ricercate nella fisiologia del cervello? L’“amore malato” può essere curato, così come si curano la depressione o i disturbi della personalità?

Osservare l’universo dell’amore dalla prospettiva delle neuroscienze – che nell’ultimo mezzo secolo hanno rivoluzionato le nostre concezioni non solo del cervello, ma della natura stessa della mente – significa intraprendere un cammino di conoscenza che potrà aiutarci a vivere meglio.

Questa nuova edizione de "La natura dell’amore" risponde alle sollecitazioni dei lettori che da anni si lamentano di non riuscire a trovare il libro (la prima edizione si è rapidamente esaurita, e stesso destino è toccato all’edizione tascabile e alle traduzioni in portoghese) e risponde all’esigenza di riportare i contributi degli studi più recenti.